Gestionale Whistleblowing

Il Whistleblowing è un fondamentale strumento di compliance aziendale, tramite il quale i dipendenti oppure terze parti (per esempio un fornitore o un cliente) di un’azienda possono segnalare, in modo riservato e protetto, eventuali illeciti riscontrati durante la propria attività.

Whistleblower in inglese significa “soffiatore di fischietto”: il termine è una metafora del ruolo di arbitro o di poliziotto assunto da chi richiama e richiede l’attenzione su attività non consentite, ovvero illegali, affinché vengano fermate.

Il “whistleblower” (segnalatore o segnalante, in italiano) è quindi una persona che lavora in un’azienda (pubblica o privata) che decide di segnalare un illecito, una frode o un pericolo che ha rilevato durante la sua attività lavorativa (o, nel caso di un cliente, nel corso della sua esperienza di cliente di un’azienda).

Il whistleblowing è la pratica per segnalare violazioni di leggi o regolamenti, reati e casi di corruzione o frode, oltre a situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza pubblica.

Il canale interno, ovvero accessibile solo ai dipendenti, dovrà essere obbligatoriamente attivato da tutti; mentre il canale esterno, cioè “pubblico”, ovvero accessibile da chiunque, sarà di certo obbligatorio per le aziende e i Comuni.

La Direttiva UE ha introdotto nuovi e più elevati requisiti per i sistemi di Whistleblowing, che devono:

Prevedere un canale di segnalazione dedicato;

Garantire la confidenzialità;

Gestire i dati in modo sicuro;

Fornire un ``avviso del ricevimento`` della segnalazione alla persona segnalante entro sette giorni a decorrere dal ricevimento;

Dare un ``riscontro`` sulla segnalazione entro un tempo non superiore a tre mesi;

Fornire informazioni chiare e facilmente accessibili sulle procedure.